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Concerto di Natale del CPIA

Massimo Marchese, Ugo Nastrucci – vihuela de mano
Si la noche hace escura – Villancicos dal Cancionero de Uppsala, 1556

Nell’ambito dell’offerta formativa del Cpia che da anni offre alla città di Casale corsi di informatica e lingue straniere, quest’anno, grazie alla presenza di un insegnante che è musicista e musicologo, si è proposto un corso di storia della musica rinascimentale e barocca a cui si sono iscritti cittadini casalesi e non solo.  È grazie a questa proposta che si è pensato di organizzare il Concerto di Natale nel quale l’insegnante Massimo Marchese con il suo collaboratore Ugo Nastrucci hanno proposto musiche del 1556 suonate con uno strumento molto antico, la vihuela di cui Marchese è uno dei massimi esperti.

Dopo molti anni lontano dalle scene alessandrine torna il liutista Massimo Marchese per la presentazione del suo nuovo progetto discografico insieme ad un altro affermato musicista quale Ugo Nastrucci. A farla da protagonista saranno due vihuelas, strumenti antichi quanto affascinanti.

“Si la noche haze escura”, recita uno dei titoli del Cancionero del 1556 che dà il titolo a tutto il cd “y tan corto es el camino, ¿Como no venis, amigo?”. Un cammino però che non è né corto né tantomeno potrebbe esaurirsi in un solo disco quello qui presente dedicato al Cancionero del Duca di Calabria, uno dei molti, nonché uno dei migliori, esempi dell’incredibile vitalità che la musica spagnola tra rinascimento e barocco possedeva. Composto, o meglio, compilato, in Spagna e riproposto in numerose incisioni con la voce, due assoluti esperti come Massimo Marchese e Ugo Nastrucci ne danno qui una versione tanto diversa quanto ferreamente ancorata alla filologia che questo tipo di esecuzioni necessita, proponendo una versione per due vihuelas, trascrizione ampiamente presente all’epoca ed attestata dalle cronache per molti Villancicos di molti Cancioneros dell’epoca. Scegliendo attentamente i brani che maggiormente si prestavano ad essere reinterpretati secondo questo gusto, il duo realizza una prima mondiale che non potrà mancare di affascinare ed intrigare gli appassionati di musica antica, nonché coloro alla ricerca di nuovi repertori da assaporare e nuove strade da percorrere. Il cd è stato registrato nel meraviglioso Castello di Morsasco nell’alessandrino, uno dei gioielli dell’architettura antica che oltre a fungere da perfetta cornice ha anche offerto la possibilità ai due strumenti di ritrovare la loro voce naturale come avrebbe potuto essere udita in un lontano passato da un possibile avventore che si aggirava per le contrade spagnole del rinascimento.

Sia Massimo Marchese che Ugo Nastrucci danno prova con questo disco non solo di padronanza tecnica e di completo dominio dello strumento, ma si dimostrano come due assoluti punti di riferimento per l’interpretazione su strumenti antichi, in grado di rievocare e far rivivere nella contemporaneità un repertorio di rara bellezza e ascolto.

Massimo Marchese è stato protagonista indiscusso per molti anni della vita della città di Alessandria. Dopo varie tournée internazionali che lo hanno portato nelle più grandi piazze concertistiche in Asia, Stati Uniti, Sud America ed Europa, il suo ritorno è occasione per riscoprire uno dei più importanti e raffinati interpreti della musica antica che l’Italia può vantare oggi in un programma ricco di sorprese che riporta alla luce un inedito manoscritto in grado di emozionare e trascinare il grande pubblico.

 

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